Consorzi, cantine e olivicoltori: analisi quantitativa della presenza social

Qual è il livello di presenza social di consorzi, cantine vinicole e produttori di olio sui social network? Quali sono i canali preferiti dai tre soggetti? Quali dimostrano trend in calo e quali in crescita? Anche quest’anno, WinesIndex by SocialMeter Analysis ha condotto uno studio sulla presenza social dei principali attori italiani del vino e dell’olio. Nonostante gli enti e le aziende esaminate facciano parte di tre categorie differenti (consorzi, cantine vinicole e olivicoltori) l’esito dello studio mette in luce un fil rouge che accomuna le tre categorie. Per prima cosa, l’attenzione ai canali di comunicazione digitale è in crescita ma ancora non del tutto soddisfacente. Inoltre, Facebook e Twitter si confermano i canali di diffusione più popolari, ma con Instagram in crescita esponenziale e pronto a rubare la medaglia d’argento a Twitter. Ma andiamo nel dettaglio.
consorzi-2017_12124300_3e4a62f710cbae553b233647d6b4c48caf61fa90Gli enti di tutela del vino (consorzi) presi in esame sono 109, ovvero sei in più rispetto al 2016 (fonte: Ministero delle politiche agricole). Di questi, il 31%, un numero ancora troppo alto, non è presente su nessun social. Facebook si conferma il social più apprezzato e popolare: il 68% dei consorzi, infatti, ha un account su questo canale, ma solo il 45% di questi account sono certificati, sinonimo di una politica digital consapevole. Non solo: la crescita di popolarità di Facebook sta proseguendo in modo costante tanto che, rispetto al 2014, l’aumento risulta essere del 54%. Twitter è ancora medaglia d’argento e vanta il 44% dei consorzi presenti con un account, ma la crescita di Instagram è inesorabile, tanto che il social di visual storytelling è cresciuto del 400%, superando persino YouTube. Gli altri social risultano essere ancora poco utilizzati in questo contesto di mercato e il quadro generale della multicanalità rivela che il numero di social network per consorzio si aggira intorno all’1,7%, ovvero nemmeno 2 social per consorzio. Nessun consorzio, inoltre, utilizza tutti i canali social a disposizione. Va comunque specificato che la multicanalità è un valore quantitativo che non esprime valutazioni in merito all’attività o all’engagement nella comunicazione online, ma solo il numero di canali nei quali i consorzi sono presenti. Ciò specificato, i consorzi più presenti sui social media sono, a pari merito, il Consorzio del vino Brunello di Montalcino, il Consorzio volontario per la tutela dei vini Colli Euganei e il Consorzio tutela Valcalepio. Per quanto riguarda la distribuzione geografica, la regione con maggiore concentrazione è la Toscana, seguita da Veneto e Piemonte; un dato, questo, che rispecchia la situazione degli anni passati, nonostante la nascita di nuovi consorzi di tutela.
operawine-2017_12080816_85e93f5c4cf4d849522e865c6e8bd5759d4a7df5Come ogni anno, le cantine vinicole prese in esame sono quelle selezionate da Wine Spectator e presenti a Opera Wine 2017, vetrina-evento di Vinitaly International per presentare una selezione delle migliori aziende produttrici. Quest’anno il numero totale di produttori è 104, di cui 75 presenti su Facebook e 74 su Twitter. Anche in questo caso, la situazione generale vede Facebook e Twitter in testa ma con uno scarto molto ridotto, seguiti da YouTube e Instagram. Carente, quindi la presenza su LinkedIn e Pinterest, due social network molto diversi ma che, con le loro specificità, offrirebbero importanti opportunità di crescita. Delle 75 cantine presenti su Facebook, il 56% possiede una pagina certificata. Per quanto riguarda la multicanalità, la media dei social utilizzati dalle 104 cantine è di 3 social a testa, ma il numero di cantine che non hanno alcuna presenza social è ancora troppo alto e si attesta al 13%. Allegrini, Arnaldo Caprai, Carpineto, Castello di Fonterutoli (Mazzei), Drei Donà, Feudi di San Gregorio, Lungarotti, Planeta, Tommasi Viticoltori, Tormaresca e Luce della Vite (Frescobaldi) spiccano per essere presenti su tutti e sei i canali social presi in esame. Dal punto di vista geografico, la regione con più profili sui social è l’Umbria, seguita da Marche e Trentino Alto Adige. Instagram è il social che ha dimostrato una crescita maggiore nel quadriennio 2014-2017, conquistando un notevole +120%, mentre i valori relativi a Facebook e Twitter sono rimasti praticamente invariati nel tempo.Confrontando i dati di consorzi e cantine, uno dei primi dati a emergere è che i consorzi, che dovrebbero essere i promotori delle attività delle aziende ad essi associati, risultano essere poco attivi all’interno dei nuovi media e questo potrebbe presentare un gap troppo ampio e forse nocivo all’interno del mercato attuale.
sol-5c-agrifood_15025044_db3a26e198b114fa84fe56f3baadd32f009b47dcL’analisi degli olivicoltori è stata invece condotta sulle 43 aziende produttrici di Olio Extravergine d’Oliva presenti all’ultima edizione di Sol&Agrifood nell’ambito di Vinitaly. Anche in questo caso, i social più popolari sono Facebook e Twitter, ma con un discreto scarto: sul primo il 67% delle aziende ha un canale attivo, sul secondo il 33%. Nello specifico di Facebook, però, ben il 40% dei produttori non possiede una pagina certificata. Anche in questa ultima categoria si nota, rispetto agli anni scorsi, una crescita notevole di Instagram, che oggi ha raggiunto il 26% mentre nel 2014 non arrivava neanche al 3%. Significativa, in ogni caso e anche in questa categoria, la scarsa presenza su Pinterest e LinkedIn. Di media, ogni produttore di olio utilizza una media di 1,6 canali social. Le regioni con maggiore presenza social sono l’Umbria e la Liguria, seguite da Toscana e Trentino Alto Adige.Paolo Errico, A.D. di Maxfone, ha commentato così i dati a L’Arena: “Il dato significativo è che buona parte del target si sta spostando da Facebook a Instagram, che diventa uno strumento sempre più importante per il rapporto tra aziende e consumatori. Quindi dovrebbe esserlo anche per i consorzi, che hanno nella loro mission, oltre che la tutela, anche la promozione e valorizzazione del prodotto. Invece la strada è ancora lunga, visto che nessuno dei 109 consorzi che abbiamo analizzato è presente su tutti e sei i social e ben il 31% non è proprio presente affatto e la media nazionale è 1,7 canali a testa. […] Per le aziende invece è importante sapere cosa pensano e fanno i propri clienti quando scelgono il prodotto e questo spiega il crescente successo di Instagram, che permette di vedere direttamente la user experience. Tramite i social network si può individuare qual è il vino più fotografato, l’etichetta più fotografata, i luoghi dove viene bevuto il vino, il contesto, il sesso e l’età di chi lo sceglie. L’analisi del cosiddetto parlato è una grande fonte di informazioni per un’azienda”.

 

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali sito web: www.politicheagricole.it Dati aggiornati al 31/03/2017

Le analisi sono state effettuate su fonti pubbliche. Ai fini dell'analisi, sono stati considerati solo ed esclusivamente i profili social esplicitamente riconducibili alla Cantina (link da sito web istituzionale, riferimenti precisi: nome, indirizzo...). Tutti i casi dubbi e per i quali non fossero presenti elementi sufficienti atti a chiarire il collegamento alle Cantine, non sono stati considerati. Va inoltre specificato che l'analisi è riferita esclusivamente alle cantine selezionate quest’anno da Wine Spectator per Opera Wine e, per i consorzi, al Consorzio capogruppo e non alle aziende associate.

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