Consorzi e Social Media: ancora crepe nella presenza digitale

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali sito web: www.politicheagricole.it (Fonte aggiornata a marzo 2016) Dati aggiornati al 15/03/2016

Le analisi sono state effettuate su fonti pubbliche. Ai fini dell'analisi, sono stati considerati solo ed esclusivamente i profili social esplicitamente riconducibili alla Cantina (link da sito web istituzionale, riferimenti precisi: nome, indirizzo...). Tutti i casi dubbi e per i quali non fossero presenti elementi sufficienti atti a chiarire il collegamento alle Cantine, non sono stati considerati. Va inoltre specificato che l'analisi è riferita esclusivamente al Consorzio capogruppo e non alle aziende associate.


consorzi2016

Enti di tutela del vino e social media: quanto e come sono presenti nel digitale? E con quanta efficacia? Anche quest'anno Maxfone (società di ICT specializzata nella comunicazione digitale e analisi del web), ha pensato di svolgere uno studio che analizzasse la presenza digitale dei consorzi italiani del vino.

Nel complesso, quest'anno 66 consorzi su 103 sono presenti su Facebook, cioè il 64%, una percentuale in leggere aumento rispetto allo scorso anno; va considerato, tuttavia che gli enti sono cresciuti di 12 unità, raggiungendo il numero di 103 società attive ad oggi. Di queste nuove, solo 4 hanno attivato una pagina Facebook, di cui 3 non certificate, e nessuna un account Twitter. Per quanto riguarda quest’ultimo, circa il 43% possiede un account, una percentuale non incoraggiante: significa che ben 59 consorzi non sono presenti su un social che, nel settore del vino, è sicuramente il più attivo in termini di wineblogger e winelovers che stanno sempre di più pubblicando contenuti inerenti l'argomento. È in particolare nel mercato Usa che Twitter svolge un ruolo importante poiché indica i trend di consumo e i gusti dei consumatori per quanto riguarda il vino. Anche la questione della “certificazione” è importante: un account certificato significa miglior posizionamento sui motori di ricerca e visibilità crescente. 17 fra le aziende considerate non hanno la pagina Facebook certificata, ad indicare una politica digitale che probabilmente non è ben strutturata alla radice e svolta in modo consapevole.

Carente la presenza su LinkedIn, il social professionale dedicato al mondo delle aziende e fondamentale per il B2B, e Pinterest: un solo 1 consorzio su 103 ha attivato un profilo un profilo sul primo, mentre sul secondo sono presenti in 6. Incremento considerevole, invece, su Instagram: dai 6 dell’anno scorso i profili sono saliti a 25.

La multicanalità è poi un altro indicatore di una strategia comunicativa consapevole ed integrata fra i vari mezzi, e indica la quantità di canali social su cui l'azienda è presente. È un'indicazione quantitativa che, pur non indicando la qualità dell'interazione fra azienda e consumatore, può rivelare quanto il consorzio ha a cuore il rapporto diretto con clienti e potenziali. A questo proposito, secondo lo studio eseguito da SocialMeter, il 36% dei consorzi non possiede nessun social, il 17% ne ha solo 1, il 18% ne ha 2, il 14% ha attivi 3 profili, il 12% ne ha 4 e solo il 3% ne possiede 5. Nessuno dei consorzi ha account in tutti e 6 i social network presi in considerazione.

- SPECIALE VINITALY 2016 -

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